Come usare il biotrituratore per il compostaggio?

Il biotrituratore è perfetto per il giusto mantenimento del nostro giardino. Grazie alla sua tecnologia infatti ci permette di estirpare le erbacce secche, e di dargli nuova vita. Erba, foglie e persino rami grazie a questo diventano fonte di nutrimento per il terreno. Il biotrituratore li sminuzza per bene – in base al grado di polverizzazione possiamo ottenere effetti diversi – e poi li distribuisce nuovamente sul prato. Questo non può che trarne beneficio, consumando avidamente questo fertilizzante naturale. I vantaggi legati all’utilizzo di un biotrituratore sono innumerevoli, tra cui quello di ottenere un terreno in salute e rigoglioso, e un ingente risparmio economico – non dovremo infatti più comprare prodotti specifici per fertilizzare e nutrire il terreno.

Oltre a quelli già citati c’è un ulteriore beneficio dovuto dall’utilizzo di un prodotto simile, ovvero la possibilità di effettuare il compostaggio. Infatti possiamo avviare il processo di biodegradazione in maniera autonoma, o aiutare il naturale svolgimento dello stesso. Ma come farlo al meglio?

Per prima cosa assicuriamoci che il cumulo di detriti sia collocato in uno spazio idoneo. Questo può essere una buca o un contenitore, ma è sempre preferibile che il cumulo poggi sul terreno. In questo modo il processo sarà più veloce, contrariamente a quanto avviene con un contenitore artificiale per esempio. In ogni caso l’importante è che tale recipiente permetta il passaggio di aria. L’ossigeno infatti è fondamentale in questo processo, e se manca o è insufficiente i nostri sforzi saranno vani. Senza questa componente non si formeranno i microorganismi che favoriscono il processo di biodegradazione.

I componenti principali di tale processo sono due: l’azoto e il carbonio. Se queste due componenti non sono presenti nella giusta quantità – e in un preciso rapporto – gli organismi di cui parlavamo prima non possono formarsi. Infatti se c’è troppo azoto rischiamo di produrre un’eccessiva quantità di odore sgradevole, mentre se il carbonio è presente in quantità maggiori il processo ne risulterebbe rallentato fino all’estremo. Il giusto rapporto tra i due componenti è 25:30. Solo dopo 4 o 5 mesi dopo l’inizio del processo possiamo pensare di inserire altro materiale verde (che contiene quindi azoto).

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